Sospetti che il contatore sbagli: a chi si chiede la verifica e come non farsi archiviare
Chi misura e chi fattura sono soggetti diversi ed è lì che le richieste si perdono. I tre strumenti da usare insieme perché la pratica non si fermi all'ufficio fatturazione.
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In breve
- Chi verifica non è chi fattura. Il contatore è del distributore e solo lui può verificarlo e sostituirlo. La bolletta la fa il venditore.
- Ma la richiesta passa dal venditore. Il cliente in bassa tensione chiede la verifica al venditore, che deve inoltrarla. Il reclamo scritto su distribuzione e misura si può mandare anche al distributore.
- Due giorni lavorativi per inoltrare la richiesta di verifica, sia sulla luce sia sul gas.
- Il venditore non può scaricare. Se per rispondere gli servono dati tecnici, deve chiederli in tempo utile e può attribuire il ritardo al distributore solo se dimostra di averlo fatto.
- Chiedi la verifica del gruppo di misura per iscritto, non «la revisione della bolletta»: sono due richieste diverse e finiscono a due uffici diversi.
- Il distacco può restare bloccato, se il reclamo scritto riguarda importi anomali o una ricostruzione dei consumi dopo un guasto accertato, parte entro dieci giorni dalla scadenza e non hanno ancora risposto.
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Il reclamo su una bolletta che fa sospettare un guasto del contatore può fermarsi all'ufficio fatturazione del venditore, che risponde che i consumi sono quelli registrati dal misuratore. La regolazione offre tre strumenti per evitarlo. Vanno usati insieme.
Chi verifica il contatore, il venditore o il distributore?
La misura è del distributore: solo lui verifica e sostituisce il contatore, perché ne è il proprietario. La fatturazione è del venditore.
Ma il cliente in bassa tensione — cioè la generalità delle case — richiede le prestazioni di competenza del distributore attraverso il proprio venditore. Lo stesso vale per il gas: la richiesta passa dal venditore e la verifica la esegue il distributore. Il reclamo scritto o la richiesta scritta di informazioni su distribuzione e misura si possono invece mandare anche al distributore.
È questa architettura a creare il rimpallo ed è per questo che va nominata nella lettera.
Il venditore può dire che il dato arriva dal distributore?
Quando per rispondere gli servono dati tecnici, il venditore non può limitarsi a dire che il dato viene dal distributore. La norma gli impone di inviare la richiesta al distributore in tempo utile per rispettare i termini di risposta verso il cliente. E gli consente di attribuire al distributore la causa del ritardo soltanto se documenta di averlo fatto.
Per la richiesta di verifica c'è anche un termine: il venditore la inoltra entro due giorni lavorativi dal ricevimento (TIQC, comma 1.8; RQDG, comma 47.6).
Nella richiesta conviene quindi domandare espressamente l'inoltro al distributore della richiesta di verifica del gruppo di misura, citando quell'obbligo. Serve a far arrivare la richiesta a chi può verificare.
Intanto possono staccarti la fornitura?
Finché il venditore non ha dato risposta motivata a un reclamo scritto su importi anomali, sulla ricostruzione dei consumi dopo un guasto del misuratore accertato dal distributore o su consumi di oltre due anni non prescritti, non può chiedere al distributore la sospensione della fornitura. La protezione non vale se l'importo anomalo non supera 50 euro o se il reclamo parte oltre dieci giorni dalla scadenza della bolletta.
Vale per l'energia elettrica e per il gas. Ne parliamo per esteso in bolletta troppo alta.
Come si chiede la verifica e perché le parole contano?
Le richieste sono due e vanno tenute distinte, perché seguono percorsi e termini diversi:
- la verifica del gruppo di misura, che è una prestazione tecnica del distributore;
- la rettifica degli importi fatturati, che è una richiesta al venditore.
Chiedere genericamente «la revisione della bolletta» fa trattare tutto come contestazione della fattura e nessuno verifica il contatore. Conviene formulare entrambe, separate, nella stessa lettera.
Puoi scriverla anche senza aiuto. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
Che cosa succede se la verifica dà ragione al contatore?
Può succedere e conviene saperlo prima. Sulla luce il corrispettivo è di 50 euro se il contatore risulta corretto ed è nullo se risulta fuori tolleranza (TIQC, comma 19.2). Sul gas il costo è pubblicato dal distributore e non supera 5 euro se il bollo metrico è scaduto (RQDG, commi 56.2 e 56.7). È un elemento da valutare, non un motivo per rinunciare quando i segni ci sono.
Domande frequenti
A chi si chiede la verifica del contatore?
La verifica la esegue il distributore, che è proprietario del gruppo di misura, ma il cliente in bassa tensione presenta la richiesta di verifica al proprio venditore, che deve inoltrarla. Il reclamo scritto su distribuzione e misura si può mandare anche al distributore. Lo stesso schema vale per il gas.
Il venditore può dirmi che il dato arriva dal distributore?
Non può fermarsi lì. Quando per rispondere gli servono dati tecnici, il venditore deve inviare la richiesta al distributore in tempo utile per rispettare i termini di risposta verso il cliente e può attribuire al distributore la causa del ritardo soltanto se documenta di averlo fatto. La richiesta di verifica va inoltrata entro due giorni lavorativi dal ricevimento.
Che differenza c'è fra chiedere la verifica e chiedere la rettifica?
Sono due richieste distinte con destinatari e termini diversi: la verifica del gruppo di misura è una prestazione tecnica del distributore, la rettifica degli importi è una richiesta al venditore. Chiedere genericamente la revisione della bolletta fa trattare tutto come contestazione della fattura e il contatore non viene controllato.
Possono staccarmi la luce mentre chiedo la verifica?
Non se hai presentato un reclamo scritto su importi anomali, sulla ricostruzione dei consumi dopo un guasto accertato del misuratore o su consumi di oltre due anni non prescritti, entro dieci giorni dalla scadenza della bolletta, e il venditore non ha ancora dato risposta motivata: in quel caso non può chiedere al distributore la sospensione della fornitura. La protezione non vale se l'importo anomalo non supera 50 euro.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali