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Conguaglio dell'acqua che arriva dopo anni: quando è prescritto e come contestarlo

Il diritto del gestore si prescrive in due anni. Da quando si contano è una questione aperta. La deroga che i gestori invocavano non esiste più.

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In breve

  • Due anni. Il diritto del gestore al corrispettivo si prescrive in due anni, per le fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020.
  • Come si conta. La legge non dice da quando decorrono i due anni. Per la Cassazione (ordinanza 15102/2024) decorrono dalla scadenza di pagamento della fattura. Su consumi di oltre due anni prima della fattura l'eccezione si può sollevare, ma il risultato non è certo.
  • Come si fa valere. La prescrizione va eccepita per iscritto, indicando il periodo. Smettere di pagare su questa sola base è un rischio.
  • La deroga non c'è più. La norma che escludeva la tutela quando il mancato rilevamento era colpa dell'utente è stata abrogata nel 2020.
  • Risposta al reclamo. Il gestore ha 30 giorni lavorativi per la risposta motivata al reclamo scritto.
  • Indennizzo automatico. 30 euro se il gestore supera il termine, 60 oltre il doppio del tempo, 90 oltre il triplo, accreditati d'ufficio nella prima fattura utile. Se risulti moroso, resta sospeso finché non paghi.

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Un conguaglio idrico può coprire tre o quattro anni di consumi. Dal 2020 esiste una prescrizione breve che può ridurre quanto il gestore pretende.

Dopo quanto si prescrive una bolletta dell'acqua?

La legge di bilancio 2018 ha introdotto la prescrizione breve di due anni per il diritto al corrispettivo nei contratti di fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico, a favore di utenti domestici, microimprese e professionisti. Per il settore idrico si applica alle fatture la cui scadenza è successiva al 1° gennaio 2020.

Da quando si contano i due anni è una questione aperta, perché la legge non lo dice:

  • per la Corte di cassazione, ordinanza n. 15102 del 29 maggio 2024, il termine decorre dalla scadenza di pagamento della fattura; per le prestazioni anteriori al 1° gennaio 2020 non può risultare un termine complessivo più lungo di quello di cinque anni;
  • l'ordinanza n. 18153 del 2 luglio 2024, senza parlare del biennio, dice che la prescrizione dei consumi idrici decorre da quando il servizio è stato erogato e non dalla fatturazione;
  • la regola di ARERA parla di consumi risalenti a più di due anni «per i quali non risulti maturata la prescrizione» (RQSII, comma 50.2ter): più di due anni non significa sempre prescritto.

Su un conguaglio per consumi di oltre due anni prima della fattura l'eccezione di prescrizione si può sollevare nel reclamo. La regolazione la sostiene: nella messa in mora il gestore deve avvisare che quegli importi possono non essere pagati eccependo la prescrizione (REMSI, comma 4.2bis). Il risultato non è certo, perché l'ultima parola spetta al giudice: smettere di pagare su questa sola base è un rischio.

Più sicuro è il caso in cui sono passati due anni dalla scadenza indicata in fattura senza validi atti interruttivi: lì si estingue il credito del gestore.

Vale ancora la deroga per il contatore non letto?

C'era una previsione che i gestori invocavano regolarmente: escludeva queste tutele — prescrizione biennale compresa — quando la mancata o erronea rilevazione dei consumi era ascrivibile a responsabilità accertata dell'utente. Serviva ad addossare al cliente il ritardo nella fatturazione.

Quella previsione è stata abrogata dalla legge di bilancio 2020. Se compare in una risposta del gestore, è un riferimento a una norma che non c'è più. Il gestore può però sollevare altri argomenti, sul momento da cui decorre la prescrizione e sulla sua sospensione (codice civile, articoli 2935 e 2941).

La prescrizione opera da sola?

È il punto operativo che fa la differenza: la prescrizione non opera da sola. Va fatta valere, contestando per iscritto la parte che si ritiene prescritta, con l'indicazione precisa del periodo a cui si riferisce.

Conviene distinguere nella lettera due importi: quello che resta dovuto e quello che si contesta. Contestare l'intera fattura senza distinguere indebolisce la posizione, perché mescola una richiesta fondata con una che non lo è.

Comporre la contestazione da soli è possibile. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.

Entro quanto il gestore deve rispondere?

La regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato fissa in 30 giorni lavorativi il tempo massimo per la risposta motivata a un reclamo scritto.

Se il termine non viene rispettato, scatta un indennizzo automatico di 30 euro, accreditato d'ufficio nella prima fattura utile. L'importo raddoppia — 60 euro — se la prestazione arriva oltre il doppio del tempo standard ed entro il triplo e triplica — 90 euro — se arriva oltre il triplo.

L'indennizzo non spetta per forza maggiore o per cause imputabili all'utente o a terzi, né se fino al 31 dicembre 2026 ne è già stato pagato uno nell'anno per lo stesso livello. Se risulti moroso, resta sospeso finché non paghi: conta anche per chi contesta un conguaglio.

E se il gestore non risponde o risponde male?

Per le controversie con il gestore del servizio idrico il tentativo di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell'Autorità è obbligatorio dal 30 giugno 2023 ed è condizione di procedibilità dell'azione davanti al giudice.

Sono escluse le controversie per cui è già intervenuta la prescrizione. Per le FAQ di ARERA l'esclusione riguarda ciò che l'utente non potrebbe più chiedere in giudizio: si può quindi sostenere che non colpisca chi contesta un conguaglio eccependo la prescrizione del credito del gestore, ma non risulta una decisione sul punto.

La procedura è interamente gratuita e si svolge online, con accesso tramite SPID o carta d'identità elettronica, anche tramite un delegato. La domanda si può presentare dopo aver ricevuto una risposta insoddisfacente al reclamo oppure decorsi 50 giorni dall'invio del reclamo scritto senza risposta.

L'accordo eventualmente raggiunto costituisce titolo esecutivo.

Domande frequenti

In quanto tempo si prescrive una bolletta dell'acqua?

In due anni. La legge di bilancio 2018 ha introdotto la prescrizione breve biennale per il corrispettivo delle forniture di energia elettrica, gas e servizio idrico a favore di utenti domestici, microimprese e professionisti; per il settore idrico si applica alle fatture con scadenza successiva al 1° gennaio 2020.

Come si conta il biennio in un conguaglio che copre più anni?

La legge non dice da quando decorrono i due anni. Per la Cassazione (ordinanza 15102/2024) decorrono dalla scadenza di pagamento della fattura. Su consumi di oltre due anni prima della fattura l'eccezione si può sollevare nel reclamo, ma il risultato non è certo e smettere di pagare su questa sola base è un rischio.

Basta non pagare la parte prescritta?

No: la prescrizione va eccepita. Occorre contestare per iscritto al gestore la parte che si ritiene prescritta, indicando con precisione il periodo e distinguendola dall'importo che resta dovuto. Non pagare resta un rischio finché il punto non è chiarito.

Il gestore può dire che il ritardo nella lettura è colpa mia?

La previsione che escludeva la prescrizione biennale quando la mancata o erronea rilevazione dei consumi era ascrivibile a responsabilità accertata dell'utente è stata abrogata dalla legge di bilancio 2020. Se viene richiamata in una risposta, si tratta di una norma non più in vigore. Il gestore può però sollevare altri argomenti.

Entro quanto il gestore deve rispondere al reclamo?

Entro 30 giorni lavorativi per la risposta motivata a un reclamo scritto. Il mancato rispetto fa scattare un indennizzo automatico di 30 euro accreditato nella prima fattura utile, che sale a 60 euro oltre il doppio del tempo standard e a 90 euro oltre il triplo. Non spetta in alcuni casi, come la forza maggiore, e resta sospeso se risulti moroso.

Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.

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Il servizio non è ancora aperto. Chi si iscrive riceve al lancio la prima lettera gratis, spedizione via PEC compresa.

Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.

Fonti ufficiali

Altre guide utili