Senza luce per ore o elettrodomestici bruciati: il rimborso automatico e il risarcimento
Oltre le otto ore senza corrente il distributore deve un rimborso automatico, 34,50 euro più 17,25 ogni quattro ore per le case; i danni di uno sbalzo di tensione si chiedono a parte e vanno provati.
Contenuto verificato sulle fonti ufficiali il
In breve
- Otto ore. È il tempo massimo per ridare la corrente dopo un'interruzione, con o senza preavviso (TIQD, comma 44.1).
- Rimborso automatico. Per le utenze domestiche 34,50 euro, più 17,25 euro ogni ulteriore periodo di 4 ore, fino a 240 ore.
- Arriva in bolletta senza domanda. Se non arriva, si chiede al distributore entro otto mesi dall'interruzione.
- Il maltempo da solo non lo esclude. Lo escludono, fra l'altro, il furto documentato, i distacchi ordinati da Terna e l'evacuazione per calamità.
- I danni sono un'altra cosa. Il rimborso è forfettario; gli apparecchi bruciati da uno sbalzo di tensione si chiedono a parte, provando il danno.
Con questa pagina puoi scrivere da solo. Il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve.
Iscriviti alla lista d'attesa →Il servizio non è ancora aperto. Chi si iscrive riceve al lancio la prima lettera gratis, spedizione via PEC compresa.
Quando la corrente manca a lungo, la regolazione ARERA prevede un rimborso automatico che il distributore paga senza bisogno di dimostrare la sua colpa. I danni agli apparecchi, invece, seguono le regole della responsabilità civile e vanno dimostrati.
Dopo quante ore senza luce spetta il rimborso?
Dopo otto ore. Il comma 44.1 del Testo integrato della qualità della distribuzione (TIQD) fissa a otto ore il tempo massimo di ripristino dopo un'interruzione, con o senza preavviso. Una seconda interruzione che comincia entro un'ora dal ripristino provvisorio si somma alla prima.
Le interruzioni programmate più lunghe sono possibili solo con un accordo scritto con gli utenti e allora il rimborso non spetta.
Quanto vale il rimborso?
| Utenza | Al superamento delle 8 ore | Per ogni ulteriore periodo |
|---|---|---|
| Domestica, di qualsiasi potenza | 34,50 euro | 17,25 euro ogni 4 ore |
| Non domestica fino a 6,6 kW | 34,50 euro | 17,25 euro ogni 4 ore |
| Non domestica oltre 6,6 kW e fino a 16,5 kW | 172,50 euro | 86,25 euro ogni 4 ore |
Il rimborso cresce fino a 240 ore di interruzione (comma 45.1 e Tabella 4). Per le interruzioni i cui rimborsi sono a carico del fondo FEERAPS, lo stesso utente ne riceve al massimo due per anno solare, i due più alti (comma 45.8).
Il rimborso non spetta nei casi del comma 45.2, fra cui: utente non in regola con i pagamenti del servizio di distribuzione, interruzione causata dall'utente, furto documentato, importo sotto i 30 euro, distacchi programmati comunicati da Terna o per la sicurezza del sistema, nessun prelievo nei 90 giorni precedenti. Non spetta nemmeno in caso di evacuazione disposta dall'autorità per una calamità (comma 44.2). Il maltempo, da solo, non è fra le esclusioni.
Come arriva il rimborso e se non arriva?
Arriva senza che lo si chieda, nella prima fatturazione utile dopo 60 giorni dall'interruzione, 180 per le interruzioni che colpiscono più di 2 milioni di utenti; il venditore lo trasferisce nella prima bolletta o con un pagamento diretto entro 60 giorni (commi 45.4 e 45.5). Il pagamento non significa che il distributore abbia ammesso una colpa.
Se il rimborso non arriva, si chiede all'impresa distributrice, anche attraverso il venditore, entro otto mesi dall'interruzione: il distributore ha tre mesi per pagare o rispondere per iscritto con i motivi del rifiuto (comma 45.6). Se il rimborso viene rifiutato, o per chiedere i danni, il passo successivo è la conciliazione, che è condizione per andare dal giudice ed è ammessa anche contro il distributore. Se non paga né risponde, ci si può rivolgere allo Sportello per il consumatore. Che la sua procedura speciale per gli indennizzi non erogati copra anche questo rimborso non è scontato.
Uno sbalzo di tensione ha bruciato gli elettrodomestici: chi paga?
Il rimborso delle otto ore non copre i danni: il cibo nel congelatore, gli apparecchi. Per quelli si chiede il risarcimento e il danno va provato. Le norme di riferimento sono queste.
- Codice del consumo, articoli 114-127. L'elettricità è considerata un prodotto (articolo 115, comma 2). Il danneggiato deve provare il difetto, il danno e il collegamento fra i due (articolo 120). Oggi, per i danni a cose di uso privato, i primi 387 euro non si risarciscono (articolo 123); una riforma in corso, che recepisce la direttiva (UE) 2024/2853, può cambiare la regola per i prodotti immessi sul mercato dopo il 9 dicembre 2026. Se il distributore possa essere considerato produttore dell'elettricità che consegna è una questione aperta. Il diritto si prescrive in tre anni (articolo 125). Se il produttore non è individuato, risponde il fornitore che, a richiesta scritta, non lo indica entro tre mesi (articolo 116).
- Codice civile, articolo 2050. Chi svolge un'attività pericolosa risponde del danno se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitarlo; la distribuzione dell'elettricità è fra le attività considerate pericolose da una parte della giurisprudenza. Con questa norma non opera la franchigia del Codice del consumo e la prescrizione è di cinque anni (articolo 2947), perché l'articolo 127 del Codice del consumo fa salvi gli altri diritti. Si può richiamare anche l'articolo 2051, per la rete in disponibilità del distributore.
Per la qualità della tensione il TIQD fissa limiti alle variazioni lente: nelle reti a 230 volt fra 207 e 253 volt (comma 50.3). Le altre caratteristiche, come le sovratensioni, seguono la norma tecnica CEI EN 50160.
Che cosa scrivere nel reclamo?
- Per il rimborso: il codice POD, data e ora dell'interruzione e del ripristino, il conto con la tabella qui sopra, la richiesta al distributore ai sensi del comma 45.6 del TIQD, entro gli otto mesi.
- Per i danni: POD, data e ora dell'evento, apparecchi danneggiati con valore, una perizia o un preventivo di riparazione che indichi la causa, se possibile la notizia di altri danni nella zona; al distributore i dati di qualità della tensione per quel giorno e il risarcimento; al venditore la richiesta scritta di indicare il produttore dell'energia.
Puoi scrivere il reclamo da solo. Il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
Domande frequenti
Quanto vale il rimborso se resto senza luce per un giorno?
Per un'utenza domestica, 34,50 euro al superamento delle otto ore e 17,25 euro per ogni ulteriore periodo di quattro ore, fino a 240 ore (TIQD, comma 45.1 e Tabella 4). Il rimborso arriva in bolletta senza domanda.
Il maltempo esclude il rimborso per l'interruzione della luce?
Da solo no. Il rimborso è escluso nei casi elencati dal comma 45.2 del TIQD, come il furto documentato o i distacchi ordinati da Terna e in caso di evacuazione disposta per calamità (comma 44.2). Per le interruzioni i cui rimborsi sono a carico del fondo FEERAPS, se ne ricevono al massimo due all'anno.
Chi risarcisce gli elettrodomestici bruciati da uno sbalzo di tensione?
Il risarcimento si chiede al distributore che gestisce la rete, con il venditore in copia, invocando la responsabilità per prodotti difettosi del Codice del consumo (l'elettricità è un prodotto, art. 115) e l'art. 2050 del codice civile. Se il distributore risponda come produttore è una questione aperta. Il danno va provato e, oggi, con il Codice del consumo i primi 387 euro restano a carico del danneggiato.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
Iscriviti alla lista d'attesa →Il servizio non è ancora aperto. Chi si iscrive riceve al lancio la prima lettera gratis, spedizione via PEC compresa.
Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali