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Autobus cancellato o in forte ritardo: la scelta che devono offrirti

Oltre due ore di ritardo alla partenza scatta un diritto di scelta. Se il vettore non è in grado di offrirla, spetta il 50% del biglietto oltre al rimborso.

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In breve

  • Soglia di applicazione. La tutela piena vale per i servizi regolari di distanza pari o superiore a 250 km; sotto quella soglia valgono solo alcune disposizioni.
  • Oltre 120 minuti di ritardo alla partenza o in caso di cancellazione o sovraprenotazione, il vettore deve offrirti subito la scelta.
  • La scelta è fra due cose: proseguimento o reinstradamento senza costi aggiuntivi oppure rimborso del biglietto.
  • Se non è in grado di offrirla, oltre al rimborso ti spetta una somma pari al 50% del prezzo, da corrispondere entro un mese dalla richiesta.
  • Il rimborso si paga entro 14 giorni e in denaro, salvo che tu accetti un'altra forma.
  • Viaggi oltre tre ore: con cancellazione o ritardo oltre 90 minuti alla partenza dal capolinea spettano anche pasti e, se serve, albergo fino a 80 euro a notte per due notti.
  • Reclamo entro tre mesi, risposta definitiva entro tre mesi. Dopo novanta giorni dal reclamo si può reclamare all'Autorità di regolazione dei trasporti; per ottenere i soldi, prima del giudice c'è il tentativo obbligatorio di conciliazione, entro un anno dal reclamo.

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Sull'autobus la tutela è meno conosciuta che sull'aereo, ma su un punto è più netta: se il vettore non ti mette davanti alla scelta che deve offrirti, quella omissione ha un prezzo predeterminato.

Da quanti chilometri valgono i diritti del passeggero?

La disciplina piena si applica ai servizi regolari di distanza pari o superiore a 250 km. Sotto quella soglia valgono soltanto alcune disposizioni, quindi la prima verifica è sulla tratta.

Che scelta deve offrirti il vettore?

In caso di cancellazione, di ritardo alla partenza superiore a 120 minuti dal capolinea o di prenotazioni accettate oltre i posti disponibili, il vettore è obbligato a offrire subito al passeggero la scelta fra:

  • il proseguimento del viaggio o il reinstradamento verso la destinazione finale, senza costi aggiuntivi;
  • il rimborso del prezzo del biglietto.

Chi subisce la cancellazione o un ritardo superiore a 120 minuti alla partenza da una fermata ha diritto a proseguire il viaggio, al reinstradamento o al rimborso. Per questo caso l'articolo 19 non richiama la somma del 50% descritta qui sotto, che riguarda la partenza dal capolinea.

E se il vettore non è in grado di offrire quella scelta?

È il punto più forte della disciplina. Se il vettore non è in grado di offrire questa scelta alla partenza dal capolinea, al passeggero spetta, oltre al rimborso, una somma pari al 50% del prezzo del biglietto, da corrispondere entro un mese dalla richiesta.

Non è un risarcimento da provare: la somma è fissata dal regolamento.

Come e quando va pagato il rimborso?

Il rimborso va pagato entro 14 giorni dall'offerta o dalla domanda. Copre le parti di viaggio non effettuate e anche quelle già effettuate, se il viaggio non serve più allo scopo originario. Ed è corrisposto in denaro, salvo che il passeggero accetti un'altra forma di pagamento.

Che assistenza spetta nei viaggi lunghi?

Nei viaggi di oltre tre ore, con cancellazione o ritardo oltre 90 minuti alla partenza dal capolinea, il vettore offre pasti e bevande proporzionati all'attesa e, se serve, una sistemazione in albergo fino a 80 euro a notte per due notti (articolo 21). L'albergo non è dovuto se il vettore prova condizioni meteorologiche estreme o gravi catastrofi naturali.

E se l'autobus si ferma durante il viaggio?

Se il veicolo diventa inutilizzabile, il vettore deve assicurare la prosecuzione con un altro mezzo oppure il trasporto verso una stazione o un punto di attesa da cui proseguire.

Quali informazioni ti devono dare?

In caso di cancellazione o ritardo il vettore o l'ente che gestisce la stazione informa i passeggeri in partenza quanto prima e comunque non oltre 30 minuti dopo l'ora di partenza prevista. Il silenzio protratto oltre quel termine è una violazione a sé.

Chi resta fuori da questa tutela?

La disciplina della scelta e l'assistenza non si applicano a chi viaggia con biglietto aperto senza orario specificato, salvo gli abbonati.

Entro quando si presenta il reclamo?

Il primo reclamo va presentato al vettore, che è obbligato a dotarsi di un sistema per trattarli. I termini sono tre e vanno rispettati tutti:

  • il passeggero trasmette il reclamo entro tre mesi dalla data in cui il servizio è stato prestato o avrebbe dovuto esserlo;
  • entro un mese dal ricevimento il vettore comunica se il reclamo è accolto, respinto o ancora in esame;
  • la risposta definitiva non può superare i tre mesi dal ricevimento.

Poi le strade sono due e hanno termini diversi:

  • reclamo all'Autorità di regolazione dei trasporti, che accerta e sanziona la violazione: si presenta trascorsi novanta giorni dal reclamo al vettore (D.Lgs. 169/2014, articolo 3, comma 5), anche attraverso il suo sistema telematico;
  • conciliazione, che serve a ottenere i soldi: prima del giudice il tentativo è obbligatorio. L'istanza va presentata dopo una risposta insoddisfacente o dopo 30 giorni senza risposta ed entro un anno dal reclamo (delibera ART 21/2023).

Comporre il reclamo da soli è possibile. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.

Domande frequenti

Da quanto ritardo scattano i diritti sull'autobus?

Con oltre 120 minuti di ritardo alla partenza, oltre che in caso di cancellazione o di prenotazioni accettate oltre i posti disponibili. Il vettore deve offrire subito la scelta fra proseguimento o reinstradamento senza costi aggiuntivi e rimborso del biglietto.

Che cosa succede se il vettore non è in grado di offrirmi la scelta?

Alla partenza dal capolinea, oltre al rimborso spetta una somma pari al 50% del prezzo del biglietto, da corrispondere entro un mese dalla richiesta. Non è un risarcimento da provare.

Il regolamento vale per tutti i viaggi in autobus?

La disciplina piena si applica ai servizi regolari di distanza pari o superiore a 250 km; sotto quella soglia valgono soltanto alcune disposizioni. Restano inoltre esclusi dalla disciplina della scelta i viaggi con biglietto aperto senza orario specificato, salvo gli abbonati.

Entro quanto devono rimborsarmi?

Entro 14 giorni dall'offerta o dalla domanda, in denaro salvo che il passeggero accetti un'altra forma di pagamento. Il rimborso copre le parti di viaggio non effettuate e anche quelle già effettuate, se il viaggio non serve più allo scopo originario.

Entro quando devo presentare il reclamo?

Entro tre mesi dalla data in cui il servizio è stato prestato o avrebbe dovuto esserlo. Il vettore deve comunicare entro un mese se il reclamo è accolto, respinto o in esame e dare risposta definitiva entro tre mesi dal ricevimento; poi ci si può rivolgere all'Autorità di regolazione dei trasporti.

Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.

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Il servizio non è ancora aperto. Chi si iscrive riceve al lancio la prima lettera gratis, spedizione via PEC compresa.

Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.

Fonti ufficiali

Altre guide utili