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Segnalato al CRIF o in Centrale rischi: preavviso, cancellazione e tempi

Prima della prima segnalazione negativa la banca deve avvisare, i dati errati si fanno correggere a chi li ha comunicati e nei sistemi privati i ritardi pagati restano 12 o 24 mesi.

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In breve

  • Preavviso. Prima di segnalare per la prima volta un consumatore come cattivo pagatore, la banca o la finanziaria deve avvisarlo (art. 125, comma 3, TUB).
  • Quindici giorni. Nei sistemi privati (CRIF, Experian, CTC) il primo ritardo non può diventare visibile prima di quindici giorni dalla spedizione del preavviso.
  • Due archivi, due regole. Nei sistemi privati la segnalazione senza un preavviso valido va cancellata; nella Centrale dei rischi della Banca d'Italia, per l'Arbitro Bancario Finanziario, può dare solo il risarcimento, se il danno è provato.
  • Dopo il pagamento. Nei sistemi privati un ritardo pagato resta 12 mesi se non supera due rate, 24 mesi se è più lungo. La Centrale dei rischi non cancella: per le famiglie consumatrici le banche ne vedono di norma le ultime 24 rilevazioni, in alcuni casi 36.
  • I propri dati si chiedono gratis. La Banca d'Italia risponde di norma entro 30 giorni; il gestore del sistema privato entro un mese.

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Gli archivi in cui finiscono i ritardi nei pagamenti sono di due tipi. La Centrale dei rischi è gestita dalla Banca d'Italia e registra le posizioni complessive pari o superiori a 30.000 euro e le sofferenze pari o superiori a 250 euro. I sistemi di informazioni creditizie sono privati — CRIF, Experian, CTC — e seguono un codice di condotta approvato dal Garante per la protezione dei dati personali. Le regole sul preavviso, sulla cancellazione e sui tempi non sono le stesse nei due archivi.

La banca deve avvisare prima di segnalare?

Sì. L'articolo 125, comma 3, del Testo unico bancario stabilisce che i finanziatori informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano informazioni negative a una banca dati. L'avviso può arrivare insieme ai solleciti o a parte.

Nei sistemi privati il codice di condotta aggiunge un tempo minimo: i dati del primo ritardo possono essere resi visibili alle altre banche solo dopo almeno quindici giorni dalla spedizione del preavviso (articolo 5, comma 6). Per i mezzi, il codice fa salvi gli strumenti già indicati dal Garante nel 2017 e vi aggiunge il recapito tracciato con certificazione della consegna. L'area riservata dell'home banking con un avviso, la telefonata registrata e la messaggistica istantanea valgono solo se concordate prima con il cliente.

Per la Centrale dei rischi la Circolare 139 della Banca d'Italia chiede di informare il consumatore prima della prima segnalazione negativa, cioè quando viene classificato per la prima volta in inadempimento persistente o a sofferenza.

Che cosa succede se il preavviso è mancato?

Qui i due archivi si separano.

  • Sistemi privati. La segnalazione fatta senza un preavviso valido è illegittima e va cancellata. L'Arbitro Bancario Finanziario l'ha disposto, per esempio, quando il preavviso era arrivato per SMS senza un accordo preventivo con il cliente (decisione 4045/2025).
  • Centrale dei rischi. Per il Collegio di coordinamento dell'ABF (decisione 4519/2023) il preavviso è un obbligo di trasparenza: la sua mancanza non rende illegittima la segnalazione e dà solo diritto al risarcimento del danno.

In entrambi i casi il danno non è automatico. La Cassazione (sezione III, ordinanza 29252/2024) ha ricordato che va dimostrato, anche per presunzioni: per esempio con un finanziamento rifiutato o un fido revocato poco dopo la segnalazione.

Quando una segnalazione a sofferenza è sbagliata?

La sofferenza non è un ritardo qualunque. La Circolare 139 la riserva a chi è in stato di insolvenza, anche non accertato da un giudice. Precisa inoltre che la classificazione richiede una valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente: non può nascere in automatico da una o più rate pagate in ritardo o dalla contestazione del debito.

In un caso deciso dall'ABF (Collegio di Bari, decisione 6893/2025) un cliente era stato segnalato a sofferenza per l'ultima rata di 679 euro di un credito di 15.636,40 euro quasi tutto rimborsato; aveva revocato il mandato di addebito e contestato il debito. La banca non aveva valutato la sua situazione complessiva e la segnalazione è stata cancellata.

La correzione si chiede a chi ha comunicato il dato, cioè alla banca o alla finanziaria. La Banca d'Italia non cancella su richiesta: se riceve un esposto, chiede all'intermediario di verificare e correggere.

Quanto tempo resta il dato dopo che si è pagato?

Sistemi privati (Allegato 2 del codice di condotta)Quanto restano i dati
Ritardo poi pagato, fino a due rate12 mesi dalla regolarizzazione
Ritardo poi pagato, più di due rate24 mesi dalla regolarizzazione
Debito mai pagatonon oltre 36 mesi dalla scadenza del contratto, al massimo 60
Richiesta di finanziamento respinta o rinunciatanon oltre 90 giorni dall'esito

I 12 e i 24 mesi valgono se nel frattempo non si registrano nuovi ritardi.

Nella Centrale dei rischi le regole sono diverse. La segnalazione a sofferenza non è più dovuta quando cessa lo stato di insolvenza, ma il pagamento non cancella le segnalazioni dei mesi passati: restano negli archivi della Banca d'Italia. Per le famiglie consumatrici le banche possono consultarne di norma le ultime 24 rilevazioni, 36 solo in casi elencati (Circolare 139/1991, cap. I, par. 5.3.1). I «36 mesi» che si leggono spesso sono una finestra di consultazione, non un termine di cancellazione.

Come si sa che cosa risulta a proprio nome?

  • Centrale dei rischi. La richiesta va alla Banca d'Italia attraverso il portale Servizi online, con SPID, CNS o CIE oppure allegando un documento; restano la posta ordinaria e la consegna a mano. L'accesso è gratuito e la risposta arriva di norma entro 30 giorni.
  • Sistemi privati. La richiesta va al gestore del sistema o alla banca che ha segnalato, con il codice fiscale. Il riscontro è dovuto entro un mese, prorogabile di due se necessario (articolo 9 del codice di condotta).
  • Dopo un finanziamento rifiutato. Se il rifiuto si basa su una banca dati, il finanziatore deve dire subito e gratis il risultato della consultazione e quale banca dati ha consultato (articolo 125, comma 2, TUB).

Che cosa scrivere nel reclamo?

Il reclamo va alla banca o alla finanziaria che ha fatto la segnalazione, che ha 60 giorni per rispondere. Gli elementi che contano:

  • quale archivio, quale finanziamento e da quando;
  • la richiesta della prova della spedizione e della ricezione del preavviso;
  • per i sistemi privati, la cancellazione della segnalazione fatta senza un preavviso valido o, per un debito pagato, la data in cui il dato sarà cancellato;
  • per la Centrale dei rischi, le ragioni per cui la segnalazione è inesatta o lo stato di insolvenza mancava: davanti all'ABF le contestazioni sollevate solo in un secondo momento non sono ammesse;
  • i documenti del danno, se c'è: la lettera di rifiuto di un finanziamento, la revoca di un fido.

Se la risposta manca o non soddisfa, contro la banca o la finanziaria c'è il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Contro il gestore del sistema privato, che non è una banca, ci si rivolge al Garante per la protezione dei dati personali.

Puoi scrivere il reclamo da solo con questi elementi. Il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.

Domande frequenti

La banca può segnalarmi al CRIF senza avvisarmi?

No. Prima della prima segnalazione negativa la banca o la finanziaria deve avvisare il consumatore (art. 125, comma 3, TUB) e nei sistemi privati il primo ritardo può diventare visibile solo dopo almeno quindici giorni dalla spedizione del preavviso (codice di condotta dei SIC, art. 5, comma 6). Senza un preavviso valido la segnalazione nei sistemi privati va cancellata.

Dopo quanto tempo viene cancellata una segnalazione al CRIF se ho pagato?

Nei sistemi privati un ritardo poi pagato resta fino a 12 mesi dalla regolarizzazione se non supera due rate e fino a 24 mesi se è più lungo, a condizione che nel frattempo non si registrino nuovi ritardi. Lo prevede l'Allegato 2 del codice di condotta approvato dal Garante con la delibera 324/2022.

La Centrale rischi cancella i dati dopo 36 mesi?

No. È il periodo che le banche possono consultare, e per le famiglie consumatrici è di norma di 24 rilevazioni: le segnalazioni restano negli archivi della Banca d'Italia. Pagare il debito chiude le segnalazioni future, non quelle dei mesi passati (Circolare 139/1991, cap. II, sez. 2, par. 1.5).

Si può essere segnalati a sofferenza per una sola rata non pagata?

La sofferenza richiede uno stato di insolvenza e una valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente: per la Circolare 139 non può nascere in automatico da uno o più ritardi. L'ABF ha cancellato una segnalazione a sofferenza fondata sull'ultima rata di un prestito quasi tutto rimborsato (decisione 6893/2025).

Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.

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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.

Fonti ufficiali

Altre guide utili