Conto corrente da chiudere, chiuso dalla banca o bloccato: che cosa prevede la legge
Chiudere il conto non costa niente, il trasferimento va fatto in dodici giorni lavorativi, la banca recede con due mesi di preavviso e per un blocco per antiriciclaggio si chiedono i documenti necessari alla verifica.
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In breve
- Chiudere è gratis. Dal conto si recede in ogni momento senza penalità e senza spese di chiusura (art. 126-septies TUB).
- Trasferimento in dodici giorni lavorativi. Se il conto passa a un'altra banca con la procedura avviata dalla banca nuova, il ritardo dà una penale di legge di quaranta euro più una somma per ogni giorno.
- La banca recede con due mesi di preavviso. Solo se il contratto lo prevede e senza dover spiegare il motivo; deve però comportarsi secondo buona fede.
- Conto di base. Il rifiuto di aprirlo va comunicato per iscritto entro dieci giorni lavorativi, con i motivi salvo ragioni di ordine pubblico o di antiriciclaggio.
- Blocco per antiriciclaggio. La banca deve astenersi quando non riesce a completare la verifica del cliente; non può dire se ha fatto una segnalazione.
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Tre situazioni diverse che hanno in comune il conto corrente: il cliente che vuole chiuderlo e non ci riesce, la banca che lo chiude di sua iniziativa e il conto bloccato per controlli. Le regole stanno nel Testo unico bancario e, per i controlli, nel decreto antiriciclaggio.
Quanto costa chiudere il conto?
Niente. L'articolo 126-septies del Testo unico bancario dà al cliente sempre la facoltà di recedere senza penalità e senza spese di chiusura e l'articolo 120-bis lo ripete per tutti i contratti a tempo indeterminato. Le spese fatturate periodicamente, come il canone, sono dovute solo in proporzione al periodo prima del recesso; se pagate in anticipo, vanno rimborsate in proporzione.
La legge non fissa un termine per la semplice chiusura, ma il foglio informativo deve indicare i tempi massimi per la chiusura del rapporto (Disposizioni di trasparenza, sezione II, paragrafo 3): è il termine da far valere. Se la chiusura tarda, l'Arbitro Bancario Finanziario riconosce un risarcimento solo se il danno è dimostrato.
Entro quanto va fatto il trasferimento a un'altra banca?
Dodici giorni lavorativi dalla ricezione, da parte della banca nuova, dell'autorizzazione del cliente completa di tutte le informazioni (articolo 126-quinquiesdecies, comma 3). Se il ritardo dipende dalla banca, questa paga al cliente, senza bisogno di metterla in mora, una penale di quaranta euro maggiorata per ogni giorno di ritardo, oltre al danno ulteriore (articolo 126-septiesdecies).
Due precisazioni dell'ABF:
- la penale vale anche per il conto corrente bancario, ma solo quando il trasferimento è chiesto con la procedura che parte dalla banca nuova (Collegio di coordinamento, decisione 26/2024);
- gli obblighi pendenti possono rinviare la chiusura del vecchio conto, non il trasferimento, che non può essere condizionato alla restituzione di carte o assegni (comma 9). Una banca che aveva attribuito il ritardo alle carte non restituite è stata condannata alla penale (Collegio di Milano, decisione 1398/2025).
La banca può chiudere il conto di sua iniziativa?
Sì, nei contratti a tempo indeterminato, se il contratto lo prevede e con un preavviso di almeno due mesi (articolo 126-septies, comma 2). Per la posizione maggioritaria dell'ABF è un recesso che non richiede una motivazione; ma la banca deve rispettare buona fede e correttezza e un recesso esercitato in modo contrario può dare diritto al risarcimento, se il danno è provato (Collegio di Torino, decisione 674/2026).
Il conto di base ha più tutele. Chi soggiorna legalmente nell'Unione europea ha diritto di aprirlo e la banca può rifiutare solo se mancano i requisiti o se il cliente ha già in Italia un conto con gli stessi servizi. Il rifiuto va comunicato per iscritto e senza spese, con i motivi, entro dieci giorni lavorativi (articolo 126-vicies). La banca può chiudere un conto di base solo nei casi elencati dall'articolo 126-vicies ter, per esempio un conto incapiente e fermo da oltre 24 mesi, con due mesi di preavviso scritto; il recesso è immediato solo in caso di uso illecito del conto o di informazioni errate date per ottenerlo.
Perché un conto viene bloccato per antiriciclaggio?
Il decreto antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) obbliga la banca all'adeguata verifica del cliente: identità, titolare effettivo, scopo del rapporto e, se il rischio lo richiede, la situazione economica. La verifica si ripete anche sui clienti già acquisiti, quando cambia il livello di rischio. Se la banca non riesce a completarla, deve astenersi dall'eseguire le operazioni e dal proseguire il rapporto (articolo 42).
Due regole spiegano perché la banca spesso non dice niente:
- in presenza di un sospetto, di regola l'operazione non si esegue finché la banca non ha fatto la segnalazione all'Unità di informazione finanziaria; fanno eccezione l'obbligo di legge, l'operazione che non si può rinviare e il rischio di ostacolare le indagini (articolo 35, comma 2);
- la banca non può comunicare al cliente di aver fatto una segnalazione (articolo 39).
Il comportamento della banca nell'applicare queste norme si può comunque contestare davanti all'ABF (Collegio di coordinamento, decisione 11070/2023).
Che cosa scrivere nel reclamo?
- Chiusura o trasferimento: la data della richiesta, lo storno dei canoni addebitati dopo e, per il trasferimento in ritardo, la penale dell'articolo 126-septiesdecies.
- Recesso della banca: la data della comunicazione e il rispetto dei due mesi; per il conto di base, i motivi scritti del rifiuto o del recesso.
- Blocco per antiriciclaggio: l'elenco preciso dei documenti necessari per completare la verifica, la loro consegna con ricevuta, lo sblocco entro un termine. Si contesta il blocco che continua dopo la consegna senza nuove richieste.
La banca risponde entro 60 giorni o entro 15 giorni lavorativi se il reclamo riguarda un servizio di pagamento come un bonifico; poi c'è l'Arbitro Bancario Finanziario. Puoi scrivere il reclamo da solo. Il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
Domande frequenti
La banca può farmi pagare la chiusura del conto corrente?
No. Il cliente può recedere sempre, senza penalità e senza spese di chiusura (art. 126-septies TUB). Il canone è dovuto solo in proporzione al periodo prima del recesso.
La banca può chiudermi il conto senza motivo?
Sì, nei contratti a tempo indeterminato, se il contratto lo prevede e con almeno due mesi di preavviso (art. 126-septies, comma 2, TUB). Per la posizione maggioritaria dell'ABF non deve motivare, ma deve rispettare buona fede e correttezza. Il conto di base invece si può chiudere solo nei casi elencati dall'art. 126-vicies ter.
Perché la banca non mi spiega il blocco del conto?
Se ha fatto una segnalazione di operazione sospetta, la legge le vieta di dirlo al cliente (art. 39 D.Lgs. 231/2007). Il cliente può chiedere per iscritto quali documenti servono per completare la verifica e contestare un blocco che continua dopo averli consegnati.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali