Il conto di una persona morta: che cosa possono chiedere gli eredi alla banca
Per l'ABF il conto non si chiude da solo, gli eredi hanno diritto ai documenti degli ultimi dieci anni entro novanta giorni e la banca paga dopo la dichiarazione di successione o la dichiarazione scritta di esonero.
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In breve
- Il conto resta aperto, per l'ABF. Alla morte del correntista il conto non si estingue da solo: si chiude quando gli eredi lo chiedono. La questione è controversa, perché la Cassazione ha affermato anche lo scioglimento per morte. Finché non lo fanno, canoni, spese e rate possono continuare a essere addebitati.
- Documenti entro novanta giorni. Gli eredi hanno diritto alla copia della documentazione delle operazioni degli ultimi dieci anni (art. 119, comma 4, TUB).
- Il pagamento aspetta la successione. La banca non può pagare agli eredi senza la prova della dichiarazione di successione o la dichiarazione scritta che non c'era l'obbligo di presentarla.
- Conto cointestato. Con la firma disgiunta le parti si presumono uguali, salvo prova contraria: alla morte di uno dei due titolari, metà del saldo entra nell'eredità.
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Quando muore il titolare di un conto, gli eredi devono avvisare la banca, che di solito chiede documenti prima di consentire operazioni. Gli eredi hanno diritti che possono far valere fin da subito, e conviene muoversi presto.
Il conto si chiude con la morte del titolare?
No. Per il Collegio di coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario (decisione 24360/2019) il conto corrente non si estingue automaticamente per la morte del correntista, ma quando gli eredi lo chiedono; e la banca deve comportarsi con correttezza e buona fede anche verso di loro, informandoli sullo stato del conto e, possibilmente, sul diritto di recesso. La stessa decisione ricorda che la questione è controversa: la Cassazione (5264/2000 e 12921/1992) ha affermato lo scioglimento per morte del correntista, e davanti al giudice l'erede può sostenere questa tesi. Tocca agli eredi dare notizia della morte.
Attenzione alla conseguenza pratica: finché l'erede non recede, il rapporto prosegue. In quel caso l'ABF ha ritenuto legittimi canoni, spese e rate addebitati dopo la morte e ha respinto il ricorso: chi non recede può trovarsi il saldo eroso.
Quali documenti possono chiedere gli eredi?
L'articolo 119, comma 4, del Testo unico bancario riconosce a «colui che gli succede a qualunque titolo» il diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione delle operazioni degli ultimi dieci anni. Si possono addebitare solo i costi di produzione.
In pratica si chiedono:
- la dichiarazione di consistenza del conto alla data del decesso, cioè il saldo e gli altri rapporti in essere;
- la copia degli estratti conto e delle operazioni che servono, per esempio per ricostruire movimenti degli ultimi anni.
Quando la banca paga agli eredi?
L'articolo 48 del D.Lgs. 346/1990 vieta a chi era debitore del defunto — quindi anche alla banca, per il saldo del conto — di pagare agli eredi senza la prova della presentazione della dichiarazione di successione oppure senza la dichiarazione scritta dell'erede che non c'era l'obbligo di presentarla. Banche e intermediari non possono nemmeno fare operazioni sui titoli del defunto alle stesse condizioni.
| Che cosa | Regola |
|---|---|
| Documenti del conto | entro 90 giorni, operazioni degli ultimi 10 anni |
| Pagamento agli eredi | dopo la prova della dichiarazione di successione o la dichiarazione scritta di esonero |
| Unico erede fino a 26 anni, con immobili nell'eredità | svincolo anticipato per pagare le imposte catastali, ipotecarie e di bollo |
L'esonero dalla dichiarazione di successione dipende da requisiti di legge sul valore e sulla composizione dell'eredità e sul grado di parentela: va verificato prima di dichiararlo, perché è una dichiarazione sotto la propria responsabilità.
Dal 1° gennaio 2027 la stessa regola passa all'articolo 130 del nuovo testo unico (D.Lgs. 123/2025), con lo stesso contenuto.
E se il conto era cointestato?
Nel conto cointestato con firma disgiunta gli intestatari sono creditori in solido del saldo (articolo 1854 del codice civile) e, nei rapporti fra loro, le parti si presumono uguali, salvo prova contraria (articolo 1298). L'articolo 1298 riguarda però solo i rapporti interni: verso la banca ciascun cointestatario può chiedere l'intero, anche dopo la morte di uno di loro. Il limite è la quota caduta in successione, finché non arriva la documentazione successoria (articolo 48 del D.Lgs. 346/1990). Chi sostiene che la cointestazione fosse solo formale agisce contro l'altro cointestatario, non contro la banca (ABF, Collegio di Palermo, decisione 11173/2025). Per il Collegio di coordinamento dell'ABF (decisione 5305/2013, su un libretto di deposito a firma disgiunta) la banca può trattenere la quota del defunto fino alla prova della dichiarazione di successione: il principio si può applicare al conto per analogia.
Le liti fra coeredi su chi abbia versato il denaro non le decide l'ABF ma il giudice.
Che cosa scrivere alla banca?
- certificato di morte e documenti che provano la qualità di erede;
- richiesta della dichiarazione di consistenza alla data del decesso e della copia delle operazioni (articolo 119, comma 4, TUB), con un termine non oltre i novanta giorni;
- dopo la dichiarazione di successione o la dichiarazione scritta di esonero, la richiesta di liquidazione della quota.
Se la banca non risponde o risponde male, c'è il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Puoi scrivere da solo. Il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
Domande frequenti
Entro quanto la banca deve dare agli eredi gli estratti conto del defunto?
Entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, per le operazioni degli ultimi dieci anni (art. 119, comma 4, TUB). Si possono addebitare solo i costi di produzione dei documenti.
Perché la banca non dà i soldi del conto agli eredi?
Perché l'art. 48 del D.Lgs. 346/1990 le vieta di pagare senza la prova della dichiarazione di successione o la dichiarazione scritta che non c'era l'obbligo di presentarla. Dal 1° gennaio 2027 la regola è nell'art. 130 del testo unico allegato al D.Lgs. 123/2025.
Il conto cointestato si blocca alla morte di uno dei titolari?
Con la firma disgiunta, verso la banca ciascun cointestatario può chiedere l'intero (art. 1854 c.c.); nei rapporti interni le parti si presumono uguali salvo prova contraria (art. 1298 c.c.). La quota caduta in successione può essere trattenuta dalla banca fino alla prova della dichiarazione di successione (ABF, Collegio di coordinamento, decisione 5305/2013, su un libretto a firma disgiunta, applicabile al conto per analogia).
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali