Estinzione anticipata del prestito: quali costi ti devono restituire
La regola dipende dalla data del contratto. Quali costi rientrano nella riduzione, come si calcola e quanto può chiederti la finanziaria.
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In breve
- Il diritto. Puoi estinguere in anticipo un prestito al consumo in qualsiasi momento, in tutto o in parte, con diritto alla riduzione del costo totale del credito.
- Quali costi. Dipende dalla data del contratto. Dal 25 luglio 2021: interessi e tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte. Prima: restituzione pro quota di tutti i costi sostenuti alla stipula (Cassazione, ordinanza 13328/2026).
- Cosa resta fuori. Le imposte. Per i contratti firmati dopo il termine di adeguamento del D.Lgs. 212/2025, anche le spese pagate direttamente a un terzo che non dipendono dalla durata.
- Il calcolo. Dal 25 luglio 2021 il contratto deve indicare il criterio: proporzionalità lineare o costo ammortizzato. Se non lo dice, si applica il costo ammortizzato.
- Quanto possono chiederti. Massimo l'1% se manca più di un anno, 0,5% se ne manca uno o meno e mai più degli interessi residui.
- Quando non è dovuto nulla. Estinzione totale con debito residuo fino a 10.000 euro, rimborso in esecuzione di un'assicurazione sul credito, aperture di credito e periodi senza tasso fisso predeterminato.
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Chiudere un finanziamento prima della scadenza è un diritto e porta con sé la restituzione di una parte di quanto pagato. Da controllare è quanto ti spetta: dipende da quando hai firmato il contratto.
Si può estinguere un prestito in anticipo?
L'articolo 125-sexies del Testo unico bancario riconosce a chi ha un prestito al consumo il diritto di estinguerlo in anticipo, in qualsiasi momento, in tutto o in parte, con diritto a una riduzione del costo del credito per la durata residua. Quale testo si applica dipende dalla data della firma:
| Contratto firmato | Che cosa si riduce | Che cosa resta fuori |
|---|---|---|
| Prima del 25 luglio 2021 | Il testo vigente alla firma, letto secondo la sentenza Lexitor della Corte di giustizia e la sentenza 263/2022 della Corte costituzionale: restituzione pro quota di tutti i costi sostenuti alla stipula, comprese le commissioni iniziali e quelle di intermediazione (Cassazione, ordinanza 13328/2026) | Le imposte |
| Dal 25 luglio 2021 fino al termine di adeguamento del D.Lgs. 212/2025 | In misura proporzionale alla vita residua, «degli interessi e di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte» | Le imposte |
| Dopo il termine di adeguamento | Anche i costi che non dipendono dalla durata, inclusi quelli relativi ad attività pienamente esaurite alla concessione del credito, e le spese addebitate a favore di un terzo | Le imposte e le spese pagate direttamente a un terzo che non dipendono dalla durata |
Il termine di adeguamento è il 20 novembre 2026 o, se successivo, il novantesimo giorno dopo le disposizioni attuative della Banca d'Italia (D.Lgs. 212/2025, articolo 6, comma 2). Il testo nuovo è in vigore dal 10 gennaio 2026, ma ai contratti firmati prima di quel termine si continuano ad applicare le regole precedenti.
Alcuni testi riportano ancora la formula «e i costi sostenuti per la conclusione dei medesimi contratti». Se la banca la oppone, si cita l'ordinanza 13328/2026.
Come si calcola la riduzione del costo?
Nei contratti firmati dal 25 luglio 2021 il contratto deve indicare in modo chiaro il criterio: la proporzionalità lineare oppure il costo ammortizzato. Se non lo dice, si applica il costo ammortizzato. Per i contratti precedenti questa regola non vale: si guarda il contratto e, se tace, conviene chiedere il criterio proporzionale al tempo (pro rata temporis).
È il primo elemento da verificare quando il conteggio ricevuto non convince.
Quanto può trattenere la banca come indennizzo?
Al finanziatore spetta un indennizzo per i costi direttamente collegati al rimborso anticipato, ma con tre tetti che si applicano insieme:
- non oltre l'1%, se al contratto resta più di un anno di vita;
- non oltre lo 0,5%, se resta un anno o meno;
- in nessun caso più degli interessi che avresti pagato per la durata residua.
La percentuale si calcola sull'importo rimborsato in anticipo nel testo del 2021 e sull'importo del credito oggetto del rimborso anticipato nel testo nuovo.
L'indennizzo non è dovuto in quattro casi: quando estingui l'intero debito residuo e l'importo non supera 10.000 euro, quando il rimborso avviene in esecuzione di un'assicurazione che garantisce il credito, quando riguarda un'apertura di credito e quando cade in un periodo in cui non si applica un tasso fisso predeterminato.
Come si chiede il conteggio estintivo e come si contesta?
Conviene chiedere per iscritto il conteggio estintivo dettagliato, con l'indicazione delle singole voci e del criterio di calcolo applicato. È su quel documento che si verifica se le commissioni di istruttoria sono state incluse nella riduzione.
Se il conteggio le esclude, si chiede il ricalcolo citando la regola che vale per la data del contratto e la restituzione della differenza.
Puoi scrivere la richiesta anche senza aiuto. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
E se rifiutano?
Il percorso è quello bancario ordinario: reclamo scritto, a cui l'intermediario deve rispondere entro 60 giorni e poi ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario se la risposta non arriva o non soddisfa.
Attenzione ai termini dell'ABF: il ricorso non si può presentare oltre 12 mesi dal reclamo e non può riguardare operazioni anteriori al sesto anno precedente. Se i 12 mesi sono passati, puoi presentare un nuovo reclamo. La competenza per valore arriva a 200.000 euro.
Domande frequenti
Estinguendo il prestito in anticipo mi restituiscono anche le commissioni?
Sì, con regole che dipendono dalla data del contratto. Per i contratti dal 25 luglio 2021 la riduzione riguarda gli interessi e tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte. Per quelli precedenti la Cassazione (ordinanza 13328/2026) riconosce la restituzione pro quota di tutti i costi sostenuti alla stipula, comprese le commissioni iniziali.
Con quale criterio si calcola la riduzione?
Con quello indicato nel contratto. Nei contratti firmati dal 25 luglio 2021 il contratto deve specificare se si applica la proporzionalità lineare o il costo ammortizzato; se non lo indica, si applica il costo ammortizzato.
Quanto può chiedermi la finanziaria per l'estinzione anticipata?
Non oltre l'1% se al contratto resta più di un anno, non oltre lo 0,5% se resta un anno o meno e in nessun caso più degli interessi che avresti pagato per la durata residua.
Ci sono casi in cui non devo pagare nessun indennizzo?
Sì, quattro: quando estingui l'intero debito residuo e l'importo non supera 10.000 euro, quando il rimborso avviene in esecuzione di un'assicurazione che garantisce il credito, quando riguarda un'apertura di credito e quando cade in un periodo in cui non si applica un tasso fisso predeterminato.
Che cosa devo chiedere alla finanziaria per verificare il conteggio?
Il conteggio estintivo dettagliato, con le singole voci e il criterio di calcolo applicato. È il documento su cui si verifica se i costi relativi ad attività esaurite alla concessione sono stati inclusi nella riduzione.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali