La banca cambia le condizioni del conto: quando può farlo e che cosa puoi fare
Di regola servono un giustificato motivo, un preavviso di due mesi e una formula precisa in evidenza. Se manca qualcosa, la variazione sfavorevole è inefficace. Per l'operatività del conto valgono anche le regole dei servizi di pagamento.
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In breve
- Serve un giustificato motivo e la facoltà di modificare dev'essere stata pattuita con una clausola approvata specificamente.
- Due mesi di preavviso, in forma scritta o su altro supporto durevole preventivamente accettato. Le variazioni di tassi di interesse o di cambio possono avere effetto immediato, se il contratto lo prevede e dipendono dai tassi di riferimento pattuiti (art. 126-sexies TUB).
- Una formula in evidenza: «Proposta di modifica unilaterale del contratto». Per le modifiche dei servizi di pagamento le Disposizioni della Banca d'Italia indicano «Proposta di modifica del contratto».
- Il silenzio vale accettazione, ma puoi recedere senza spese entro la data prevista per l'applicazione.
- Se recedi, ti applicano le condizioni vecchie in sede di liquidazione del rapporto.
- Se le regole non sono rispettate, la variazione è inefficace — ma solo se sfavorevole al cliente.
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La banca può cambiare le condizioni del conto, ma non liberamente: la facoltà è circondata da requisiti sostanziali e formali e quando uno manca la variazione non produce effetti.
Quando la banca può cambiare le condizioni?
Nei contratti a tempo indeterminato la facoltà di modificare tassi, prezzi e altre condizioni può essere convenuta con clausola approvata specificamente dal cliente e opera solo in presenza di un giustificato motivo.
Negli altri contratti di durata la facoltà è ammessa per le sole clausole non riguardanti i tassi di interesse: una modifica del tasso su un contratto a tempo determinato sta fuori.
Come deve comunicarti la modifica?
Ogni modifica va comunicata espressamente al cliente:
- con un preavviso minimo di due mesi, salvo le variazioni di tassi di interesse o di cambio che l'articolo 126-sexies del TUB consente con effetto immediato, se il contratto lo prevede e dipendono dai tassi di riferimento pattuiti;
- in forma scritta o su altro supporto durevole preventivamente accettato;
- con la formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto» riportata in evidenza.
Non è una formalità, ma attenzione a quale regola si applica. L'articolo 118 del TUB non vale per i servizi di pagamento, salvo richiamo espresso (articolo 115, comma 3): per le condizioni di quei servizi vale l'articolo 126-sexies e la formula è «Proposta di modifica del contratto». L'articolo 118 torna a valere per tutte le modifiche quando il conto è «a pacchetto» e il prezzo non permette di isolare i servizi di pagamento.
Che cosa succede se non fai nulla?
La modifica si intende approvata se non recedi entro la data prevista per la sua applicazione. Il silenzio, qui, vale consenso.
Ma il recesso è senza spese e c'è una conseguenza che conviene conoscere: in caso di recesso hai diritto, in sede di liquidazione del rapporto, all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate — non di quelle nuove che hai rifiutato.
Quando la variazione non vale?
Nell'articolo 118, le variazioni per le quali non siano state osservate queste prescrizioni sono inefficaci, ma solo se sfavorevoli al cliente. È un'inefficacia a senso unico: opera a tuo favore. L'articolo 126-sexies non contiene la stessa regola.
I tassi possono muoversi in una sola direzione?
C'è una previsione che vale la pena conoscere quando la banca invoca l'andamento dei mercati. Le variazioni dei tassi adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria devono riguardare contestualmente sia i tassi debitori sia quelli creditori e applicarsi con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente.
La banca che alza il tasso sul fido citando i tassi di riferimento e lascia fermo quello sulle giacenze, non sta rispettando questa regola.
Puoi chiedere copia dei documenti alla banca?
Un diritto collegato e spesso decisivo: puoi ottenere copia della documentazione relativa a singole operazioni degli ultimi 10 anni, a tue spese ma sostenendo i soli costi di produzione. La banca deve provvedere entro un termine congruo e comunque non oltre 90 giorni.
Attenzione a un termine che corre in senso opposto: in mancanza di contestazione scritta, gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni dal ricevimento.
Comporre la contestazione da soli è possibile. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.
Domande frequenti
Con quanto preavviso la banca deve comunicare una modifica?
Di regola almeno due mesi, in forma scritta o su altro supporto durevole preventivamente accettato, con la formula evidenziata «Proposta di modifica unilaterale del contratto». Per i tassi di interesse o di cambio legati ai riferimenti pattuiti il contratto può prevedere l'effetto immediato (art. 126-sexies TUB). La facoltà di modificare presuppone inoltre un giustificato motivo e una clausola approvata specificamente dal cliente.
Che cosa succede se non rispondo alla proposta di modifica?
La modifica si intende approvata se il cliente non recede entro la data prevista per la sua applicazione. Il recesso è senza spese e in caso di recesso si ha diritto, in sede di liquidazione del rapporto, all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.
Se la banca non rispetta le formalità la modifica vale lo stesso?
No, se la variazione è sfavorevole al cliente: le variazioni per le quali non siano state osservate le prescrizioni previste sono inefficaci. L'inefficacia opera a favore del cliente.
La banca può alzare solo i tassi a suo favore?
No. Le variazioni dei tassi adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria devono riguardare contestualmente sia i tassi debitori sia quelli creditori e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente.
Posso chiedere copia dei documenti delle operazioni passate?
Sì, della documentazione relativa a singole operazioni degli ultimi 10 anni, a proprie spese ma sostenendo i soli costi di produzione. La banca deve provvedere entro un termine congruo e comunque non oltre 90 giorni. Attenzione però al termine opposto: in mancanza di contestazione scritta gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni dal ricevimento.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali