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Reso di un acquisto online: come funziona il recesso di 14 giorni

Da quando si contano i giorni, che cosa devono rimborsarti, quando il termine diventa di 12 mesi e i casi in cui il recesso non spetta.

Contenuto verificato sulle fonti ufficiali il

In breve

  • Quattordici giorni, senza dover dare alcuna motivazione. Si contano dal possesso fisico del bene per le vendite, dalla conclusione del contratto per i servizi.
  • Se non ti hanno informato del recesso il termine si allunga di 12 mesi oltre la scadenza iniziale.
  • Rimborso. Tutti i pagamenti, spese di consegna comprese, entro 14 giorni da quando il venditore è informato del recesso, con lo stesso mezzo di pagamento.
  • Clausole nulle. Qualsiasi clausola che limiti il rimborso — una penale, la trattenuta dell'acconto — non produce effetti.
  • Spese non comunicate prima non si pagano. Vale per i costi aggiuntivi e per i costi di restituzione.
  • Dopo il recesso. I beni vanno restituiti entro 14 giorni da quando lo comunichi. Rispondi della diminuzione di valore dovuta a una manipolazione non necessaria.
  • Online. Per i contratti conclusi su un sito dopo il 19 giugno 2026 il venditore deve offrire una funzione per recedere direttamente online, con ricevuta.
  • Porta a porta. Se il contratto è stato concluso durante una visita non richiesta a casa tua, il termine sale a 30 giorni e cadono diverse eccezioni.

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Il recesso negli acquisti a distanza è un diritto che non ha bisogno di giustificazioni: non serve che il prodotto sia difettoso, non serve spiegare perché. Ma i dettagli da conoscere sono tre: da quando si contano i giorni, che cosa rientra nel rimborso e chi paga la spedizione di ritorno.

Quanti giorni hai per il reso e da quando si contano?

Il consumatore dispone di 14 giorni per recedere da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, senza dover fornire alcuna motivazione.

Il termine decorre in modo diverso a seconda di che cosa si è comprato: dalla conclusione del contratto per i servizi, per le forniture di acqua, gas ed elettricità e per il contenuto digitale non fornito su un supporto; dal possesso fisico del bene per le vendite. Non dall'ordine, non dal pagamento: da quando il pacco è nelle tue mani o in quelle di una persona da te indicata, diversa dal corriere.

Se un ordine arriva in più consegne, si conta dall'ultimo bene o lotto; per le consegne periodiche, dal primo bene (articolo 52 del Codice del consumo).

Che cosa succede se non ti hanno informato del diritto di recesso?

Il professionista deve informarti del diritto di recesso prima che tu sia vincolato, indicando condizioni, termini e procedure e fornendo il modulo tipo previsto dalla legge.

Se non lo fa, il periodo di recesso termina 12 mesi dopo la fine del periodo iniziale. Attenzione a come si legge: non sono 12 mesi in tutto, sono 12 mesi che si aggiungono ai 14 giorni ordinari.

Se il professionista rimedia e fornisce l'informazione entro quei 12 mesi, il recesso scade 14 giorni dopo il giorno in cui l'hai ricevuta, 30 giorni per le visite non richieste e le escursioni.

Che cosa devono rimborsarti e in quanto tempo?

Tutti i pagamenti ricevuti, spese di consegna comprese, senza indebito ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui il professionista è informato della tua decisione. Il rimborso va eseguito con lo stesso mezzo di pagamento usato per l'acquisto e senza alcun costo a tuo carico.

E c'è una previsione da citare: è nulla qualsiasi clausola che preveda limitazioni al rimborso delle somme versate in conseguenza del recesso. La condizione generale che trattiene una penale o l'acconto non produce effetti.

I limiti esistono. Se hai scelto una consegna più costosa del tipo meno caro offerto, il supplemento non si rimborsa. Nei contratti di vendita il professionista può trattenere il rimborso finché non riceve i beni oppure finché non provi di averli rispediti, a meno che si sia offerto di ritirarli lui.

Che cosa devi fare tu dopo il recesso?

Devi restituire i beni entro 14 giorni da quando hai comunicato il recesso, salvo che il professionista si sia offerto di ritirarli (articolo 57, comma 1). Rispondi della diminuzione di valore dovuta a una manipolazione diversa da quella necessaria per capire natura, caratteristiche e funzionamento del bene, salvo che non ti abbiano informato del diritto di recesso (comma 2). Per un servizio iniziato su tua richiesta espressa paghi di regola la parte già prestata (comma 3), ma non paghi nulla se il professionista ha omesso le informazioni dovute o se manca la richiesta espressa (comma 4).

Chi paga la spedizione di ritorno?

Il costo diretto della restituzione resta di regola a carico del consumatore. Ma non lo è in due casi: se il professionista aveva concordato di sostenerlo oppure se ha omesso di informarti che era a tuo carico.

Le spese aggiuntive e i costi di restituzione, se non comunicati prima della conclusione del contratto, non sono dovuti e non vanno pagati.

Nei contratti conclusi fuori dei locali commerciali c'è una regola in più: se i beni sono stati consegnati a domicilio al momento della firma e non possono tornare per posta, li ritira il professionista a sue spese.

Quando il recesso non spetta?

Le eccezioni sono tassative. Le principali: beni confezionati su misura o personalizzati; beni deperibili; contenuto digitale non fornito su un supporto, se l'esecuzione è iniziata con il consenso e l'accettazione della perdita del recesso; beni sigillati che sono stati aperti dopo la consegna per motivi igienici o di salute; servizi già interamente prestati con il consenso espresso del consumatore e, se il servizio è a pagamento, con l'accettazione della perdita del recesso; alloggi, noleggi, catering e attività del tempo libero con data determinata.

Quanti giorni hai se il contratto l'hai firmato a casa tua?

È un punto controintuitivo e utile. Per i contratti conclusi durante visite non richieste a casa tua o durante escursioni organizzate, il termine di recesso sale a 30 giorni. E cadono diverse eccezioni: lì anche il bene confezionato su misura si può restituire.

I 30 giorni però non spettano se hai chiesto tu la visita e non era organizzata in forma collettiva.

Il pulsante per concludere l'ordine deve dire che si paga?

Un rilievo in più, per gli acquisti online. Il Codice del consumo, come la direttiva europea, richiede che il pulsante con cui si chiude l'ordine rechi la dicitura «ordine con obbligo di pagare» o una formulazione corrispondente, inequivocabile.

Nella sentenza Fuhrmann-2 la Corte di giustizia ha stabilito che, per valutare se la dicitura sia conforme, si guarda soltanto quella riportata sul pulsante — non il resto della pagina. I professionisti restano liberi di scegliere le parole, purché ne risulti l'obbligo assunto. La Corte non ha dichiarato quali diciture siano insufficienti: dice dove si guarda e lascia la valutazione al giudice nazionale. La conseguenza la dice la norma italiana: se l'obbligo non è rispettato, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall'ordine (articolo 51, comma 2).

Come si comunica il recesso?

Basta una dichiarazione esplicita, ma conviene che sia scritta e con data dimostrabile: per rispettare il termine conta la data di invio, mentre i 14 giorni del rimborso partono da quando il professionista è informato. Indica l'ordine, la data di consegna e la volontà di recedere; non serve motivare.

Per i contratti a distanza conclusi su un'interfaccia online dopo il 19 giugno 2026 il professionista deve offrire una funzione di recesso («recedere dal contratto qui» o una formula equivalente), disponibile per tutto il periodo, con la conferma e un avviso di ricevimento con data e ora su supporto durevole (articolo 54-bis). È il mezzo più semplice e dà anche la prova della data.

Puoi scriverla anche senza aiuto. Se preferisci, il servizio che prepara e spedisce la lettera apre a breve: iscriviti alla lista d'attesa.

Domande frequenti

Da quando si contano i 14 giorni per il reso?

Dal possesso fisico del bene, per le vendite, e dall'ultimo bene o lotto se l'ordine arriva in più consegne; dalla conclusione del contratto per i servizi, per le forniture di acqua, gas ed elettricità e per il contenuto digitale non su supporto. Non dalla data dell'ordine né da quella del pagamento.

Devono rimborsarmi anche le spese di spedizione?

Sì, il rimborso comprende tutti i pagamenti ricevuti, spese di consegna incluse e va eseguito entro 14 giorni dal giorno in cui il professionista è informato del recesso, con lo stesso mezzo di pagamento usato per l'acquisto. Non si rimborsa solo il supplemento se hai scelto una consegna più costosa di quella meno cara offerta.

Il venditore può trattenere una penale o l'acconto?

No. È nulla qualsiasi clausola che preveda limitazioni al rimborso delle somme versate in conseguenza del recesso: una condizione generale che trattiene una penale o l'acconto non produce effetti.

Chi paga la spedizione di ritorno?

Di regola il consumatore, ma non se il professionista aveva concordato di sostenerla o se ha omesso di informarti che era a tuo carico. Le spese aggiuntive e i costi di restituzione non comunicati prima della conclusione del contratto non sono dovuti.

Che cosa succede se non mi hanno informato del diritto di recesso?

Il periodo di recesso termina 12 mesi dopo la fine del periodo iniziale: non sono 12 mesi in tutto, ma 12 mesi che si aggiungono ai 14 giorni ordinari. Se il professionista fornisce l'informazione entro quel periodo, restano quattordici giorni dal giorno in cui l'hai ricevuta, trenta per le visite non richieste e le escursioni.

Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.

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Il servizio non è ancora aperto. Chi si iscrive riceve al lancio la prima lettera gratis, spedizione via PEC compresa.

Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.

Fonti ufficiali

Altre guide utili