Prodotto difettoso: come funziona la garanzia legale di due anni
Quanto dura la garanzia, perché ne risponde il negozio e non il produttore, che cosa puoi chiedere e in che ordine e le obiezioni che non hanno fondamento.
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In breve
- Durata. Il venditore risponde dei difetti che si manifestano entro due anni dalla consegna, purché esistessero già in quel momento. Per i contratti dal 31 luglio 2026, se il difetto si rimedia con la riparazione, la responsabilità si estende una volta di dodici mesi.
- Chi risponde. Il venditore, cioè chi ti ha venduto il bene. Non il produttore e non il centro assistenza.
- Prova. Nel primo anno si presume che il difetto ci fosse già alla consegna: a dimostrare il contrario è il venditore. Tu devi dimostrare il difetto e quando si è manifestato, non la sua causa. Dal secondo anno la prova torna a te.
- Rimedi. Prima riparazione o sostituzione e la scelta è tua. Poi riduzione del prezzo o restituzione dei soldi: se non risolvono, se il venditore rifiuta o se il difetto è grave.
- Pagamento. Finché il venditore non ha rimediato, puoi rifiutarti di pagare qualsiasi parte del prezzo ancora dovuta.
- Se il prodotto era già installato. Piastrelle posate, caldaia montata: rimozione e reinstallazione sono a carico del venditore, che deve farle o pagarle. Con costi sproporzionati il rimborso può essere limitato.
- Clausole senza valore. «Un anno di garanzia» su un bene nuovo non vale. E l'obbligo di segnalare il difetto entro due mesi è stato abrogato.
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La garanzia legale non è un servizio che il negozio concede: è un obbligo che la legge gli impone. Sta negli articoli da 128 a 135-septies del Codice del consumo e vale per tutti i contratti conclusi dal 1° gennaio 2022. Per quelli conclusi dal 31 luglio 2026 valgono in più le modifiche del D.Lgs. 176/2026. Conoscerne i termini aiuta a rispondere alle obiezioni che si sentono al banco.
Quanto dura e chi ne risponde?
Il venditore risponde di qualsiasi difetto che esisteva alla consegna e che si manifesta entro due anni da quel momento (articolo 133, comma 1). Il difetto non deve essere visibile subito: deve essere presente, anche in forma latente, quando il bene ti è stato consegnato.
Per i contratti conclusi dal 31 luglio 2026, se il difetto si rimedia con la riparazione, il periodo di responsabilità si estende una volta di dodici mesi (articolo 133, comma 1-bis). Prima del rimedio il venditore deve informarti della scelta fra riparazione e sostituzione e dell'eventuale estensione (articolo 135-bis, comma 2-bis).
Chi risponde è il venditore, cioè il negozio o il sito dove hai comprato. Non il produttore, non l'importatore, non il centro assistenza autorizzato. È un punto che conviene tenere fermo: il rimando all'assistenza del marchio non è ciò che la legge prevede.
C'è poi un termine diverso, che riguarda l'azione: si prescrive in ventisei mesi dalla consegna (articolo 133, comma 3). Se però è il venditore a chiederti un pagamento, i difetti puoi opporli anche dopo. Il D.Lgs. 176/2026 non ha toccato questo termine e il suo coordinamento con l'estensione di dodici mesi non è chiarito: se hai ottenuto una riparazione, non aspettare.
Nel primo anno chi deve dimostrare che cosa?
È la parte più utile da sapere. L'articolo 135, comma 1 presume che il difetto manifestatosi entro un anno dalla consegna esistesse già alla consegna, salvo prova contraria. In pratica, nel primo anno devi dimostrare il difetto e quando si è manifestato, ma non la sua causa né che esistesse già alla consegna: è il venditore che, se vuole sottrarsi, deve provare che il bene era conforme e che il guasto è sopravvenuto per altra causa. La presunzione non vale se è incompatibile con la natura del bene o del difetto.
Dal secondo anno il rapporto si inverte e l'onere della prova torna al consumatore. È il motivo per cui, se un difetto si manifesta a ridosso del dodicesimo mese, conviene segnalarlo per iscritto subito, con una data dimostrabile.
Che cosa puoi chiedere e in che ordine?
I rimedi sono organizzati su due livelli dall'articolo 135-bis.
Al primo livello ci sono riparazione o sostituzione e la scelta spetta a te. Il venditore può opporsi solo se il rimedio che hai chiesto è impossibile oppure comporta costi sproporzionati rispetto all'altro.
Al secondo livello ci sono riduzione del prezzo o risoluzione del contratto, cioè la restituzione dei soldi. Ci si arriva quando la riparazione o la sostituzione non ci sono state o sono state rifiutate, quando non hanno risolto il problema, quando il venditore dichiara o risulta chiaro che non ripristinerà la conformità in tempi ragionevoli oppure quando il difetto è così grave da giustificare subito il rimedio più forte (articolo 135-bis, comma 4).
La risoluzione è esclusa se il difetto è di lieve entità — ma dimostrare che lo sia tocca al venditore (articolo 135-bis, comma 5). La riduzione del prezzo, invece, resta comunque possibile.
Entro quanto devono riparare o sostituire?
L'articolo 135-ter non fissa 30 giorni ed è bene saperlo perché quel numero è citato spesso. Il comma 1 dipende dalla data del contratto:
- fino al 30 luglio 2026: riparazione e sostituzione vanno eseguite senza spese per il consumatore, «entro un congruo periodo di tempo» dalla segnalazione e «senza notevoli inconvenienti»;
- dal 31 luglio 2026: vanno eseguite a titolo gratuito ed «entro un periodo di tempo ragionevole» da quando il venditore è stato informato del difetto, «senza notevoli inconvenienti».
Sono formule elastiche e proprio per questo conviene fissarle per iscritto: indicare nella richiesta un termine ragionevole e dire che cosa si farà alla scadenza rende il tempo misurabile, invece che opinabile.
Se il bene viene sostituito, non devi pagare nulla per l'uso che ne hai fatto prima (articolo 135-ter, comma 4). È un principio che viene da lontano: la Corte di giustizia lo ha affermato nella sentenza Quelle, escludendo che il venditore possa pretendere un'indennità per il periodo in cui il consumatore ha usato il bene difettoso prima della sostituzione.
E se il prodotto era già stato installato?
È il caso delle piastrelle posate, della caldaia montata, del parquet inchiodato: il bene si sostituisce, ma i lavori chi li paga.
Nella sentenza Weber e Putz la Corte di giustizia ha stabilito che, quando un bene non conforme è stato installato in buona fede dal consumatore tenendo conto della sua natura e dell'uso previsto, il venditore che lo sostituisce è tenuto a rimuoverlo dal luogo in cui è stato installato e a installare quello sostitutivo oppure a sostenerne le spese.
La regola oggi è anche nel Codice del consumo (articolo 135-ter, comma 3). La stessa sentenza ammette un limite: se la sostituzione è l'unico rimedio e i costi sono sproporzionati, il rimborso può essere limitato a un importo proporzionato.
Puoi smettere di pagare finché non rimediano?
Sì, entro certi limiti. Finché il venditore non adempie, il consumatore «può rifiutarsi di eseguire il pagamento di qualsiasi parte di prezzo» (articolo 135-bis, comma 6). È l'eccezione di inadempimento applicata alla vendita e riguarda le somme ancora dovute — non autorizza a farsi restituire quanto già pagato.
La garanzia del produttore sostituisce quella di legge?
No: si aggiunge, non sostituisce. La garanzia convenzionale vincola chi la offre secondo quanto scritto nella dichiarazione e nella pubblicità che l'accompagna (articolo 135-quinquies). Se la pubblicità prometteva più di quanto risulta dal certificato, valgono le condizioni della pubblicità, a meno che sia stata corretta prima della conclusione del contratto.
Un caso merita attenzione. Quando la garanzia convenzionale riguarda la durabilità del bene per un certo periodo, il produttore risponde direttamente verso di te della riparazione o della sostituzione per tutta quella durata: lì la richiesta si può rivolgere a lui. La garanzia legale, invece, si fa valere sempre verso il venditore.
La dichiarazione di garanzia va consegnata in italiano, su supporto durevole, al più tardi insieme al bene e deve dire chiaramente che i rimedi di legge verso il venditore restano gratuiti e impregiudicati. Se qualcosa di tutto questo manca, la garanzia vincola comunque chi l'ha offerta.
Che cosa non possono opporti?
Due obiezioni ricorrono più delle altre e nessuna delle due regge.
- «Doveva segnalarlo entro due mesi.» L'obbligo di denuncia entro due mesi dalla scoperta è stato abrogato dal D.Lgs. 170/2021. Non esiste più.
- «La garanzia è di un anno.» La durata si può accorciare per accordo soltanto sui beni usati e mai sotto un anno (articolo 133, comma 4). Su un bene nuovo, la clausola che riduce la garanzia a 12 mesi non ha valore.
C'è poi un terzo punto, che non è un'obiezione ma una cautela: se si arriva davanti a un giudice, il foro è di regola quello del luogo di residenza o domicilio del consumatore. La clausola che lo sposta altrove si presume vessatoria, salvo che sia stata oggetto di trattativa individuale (articolo 33, comma 2, lettera u).
Che cosa deve contenere la richiesta al venditore?
Non serve un modulo particolare, ma alcuni elementi conviene che ci siano: i tuoi dati, la data e la prova d'acquisto, la descrizione del difetto e quando si è manifestato, il rimedio che scegli fra riparazione e sostituzione e un termine entro cui attendi riscontro. La forma scritta con data dimostrabile non è obbligatoria, ma prova quando hai informato il venditore e resta se la questione prosegue.
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Domande frequenti
Quanto dura la garanzia legale su un prodotto nuovo?
Due anni dalla consegna, per l'articolo 133 del Codice del consumo: il venditore risponde dei difetti che esistevano al momento della consegna e si manifestano entro quel termine. Per i contratti dal 31 luglio 2026, se il difetto si rimedia con la riparazione, la responsabilità si estende una volta di dodici mesi. L'azione si prescrive in ventisei mesi dalla consegna.
La garanzia si chiede al negozio o al produttore?
Al venditore, cioè al negozio o al sito dove hai acquistato. La garanzia legale si fa valere sempre verso di lui, non verso il produttore né verso il centro assistenza. Il produttore risponde direttamente della garanzia convenzionale che ha offerto, compresa quella sulla durabilità (articolo 135-quinquies), e per alcuni beni dell'obbligo di riparazione (articolo 127-quinquies).
Devo dimostrare io che il prodotto era difettoso?
Il difetto e quando si è manifestato sì, la sua causa no. L'articolo 135 del Codice del consumo presume che il difetto manifestatosi entro un anno dalla consegna esistesse già allora, salvo che sia incompatibile con la natura del bene o del difetto: è il venditore che deve provare il contrario. Dal secondo anno l'onere della prova passa al consumatore.
È vero che il difetto va segnalato entro due mesi?
No. L'obbligo di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta è stato abrogato dal D.Lgs. 170/2021 e non è più in vigore per i contratti conclusi dal 1° gennaio 2022.
Il negozio può darmi solo un anno di garanzia?
Su un bene nuovo no. La durata della garanzia si può ridurre per accordo soltanto sui beni usati e comunque mai sotto un anno, secondo l'articolo 133, comma 4. La clausola che limita a 12 mesi la garanzia di un prodotto nuovo non ha valore.
Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.
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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.
Fonti ufficiali