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La cauzione non torna: le tre mensilità, gli interessi e come si chiede indietro

Il deposito non può superare tre mensilità e produce interessi legali da versare ogni anno. La legge non fissa un termine per la restituzione: lo indica la richiesta scritta.

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In breve

  • Tre mensilità al massimo. È un tetto di legge: quello che è stato versato in eccesso si può chiedere indietro.
  • Gli interessi vanno pagati ogni anno. La legge dice che il deposito «è produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno». Se non sono stati pagati, si restituiscono con il deposito.
  • Maturano anche se il contratto non li prevede. In una causa, però, vanno chiesti: il giudice non li riconosce d'ufficio.
  • Gli interessi si prescrivono in cinque anni. Da quando decorra è discusso: secondo una parte della giurisprudenza di merito, dalla fine della locazione. Per il deposito vale il termine ordinario di dieci anni.
  • Nessun termine per la restituzione. La legge non fissa una data entro cui il deposito va reso: vale la regola generale dell'inadempimento.
  • Chi trattiene deve dire a quale titolo. I danni si provano e l'usura normale di una casa abitata non è un danno. Secondo la giurisprudenza, senza una domanda in giudizio per imputarla a danni o canoni, la somma si può chiedere indietro.
  • Prima della causa ordinaria c'è la mediazione, obbligatoria per le locazioni e lì si è assistiti da un avvocato per legge. Il ricorso per decreto ingiuntivo non richiede la mediazione preventiva, se il credito è documentato.

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Alla riconsegna delle chiavi può succedere che il deposito non venga restituito subito o per intero, o che arrivi un elenco di trattenute senza una fattura allegata. La legge su questo dice poco, ma quello che dice è chiaro.

A quanto può arrivare la cauzione?

L'articolo 11 della legge sull'equo canone è lungo due righe: «Il deposito cauzionale non può essere superiore a tre mensilità del canone».

Tre mensilità è un tetto, non un'indicazione. Non sono tre più una di garanzia, non sono tre più le spese, non sono tre più una mensilità anticipata chiamata in un altro modo. Una clausola che ne chieda di più si può contestare per la parte che eccede e la somma versata in più si può chiedere indietro.

Sulla cauzione maturano interessi?

La seconda riga dello stesso articolo riguarda gli interessi: il deposito «è produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno».

Conviene leggerla con attenzione, perché tre parole cambiano la sostanza.

«Debbono»: non è una facoltà del proprietario e non dipende dal contratto. Se il contratto tace, gli interessi maturano lo stesso. Se il contratto li esclude, la clausola si può contestare, ma per le locazioni abitative il punto è discusso.

«Alla fine di ogni anno»: ogni 12 mesi, per tutta la durata dell'affitto. Se il pagamento annuale non c'è stato, gli interessi non si perdono: si restituiscono insieme al deposito.

«Al conduttore»: vanno versati all'inquilino, non accantonati insieme al deposito.

Il tasso è quello legale, che il Ministro dell'economia può modificare ogni anno e che negli ultimi anni è cambiato molto: gli interessi si calcolano anno per anno, con il tasso in vigore in ciascuno.

C'è però un limite e va conosciuto prima di fare i conti: gli interessi si prescrivono in cinque anni. Lo dice l'articolo 2948, numero 4, del codice civile, che manda in prescrizione «gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi». Da quando corrano i cinque anni è discusso. Secondo una giurisprudenza di merito non corrono durante la locazione, ma solo dalla sua cessazione: dopo otto anni di affitto si possono chiedere tutte e otto le annualità, se si agisce entro cinque anni dalla fine del rapporto. Non risulta una decisione della Cassazione che chiuda il punto. Con la lettura meno favorevole i cinque anni si contano a ritroso dalla richiesta.

Conviene chiederli per iscritto insieme alla cauzione e senza aspettare.

Entro quando va restituita?

Qui la legge non dice niente e conviene dirlo chiaramente: non esiste un termine di legge entro cui il deposito va restituito dopo la riconsegna.

Questo non significa che il proprietario possa tenerlo quanto vuole. Vale la regola generale: il deposito garantisce gli obblighi dell'inquilino e quando quegli obblighi sono finiti — casa riconsegnata, canoni pagati — la somma non ha più una ragione per restare dov'è. Trattenerla senza motivo è un inadempimento.

In pratica, poiché una data non c'è, la data la metti tu con la lettera: si chiede la restituzione indicando un termine ragionevole e si dice che cosa succede se quel termine passa.

Che cosa può trattenere davvero?

Il deposito non è un anticipo sulle riparazioni né un fondo a disposizione del proprietario. Serve a garantire gli obblighi dell'inquilino: canoni non pagati, danni provocati, spese dovute e non versate. Secondo la giurisprudenza, se il proprietario trattiene la somma dopo il rilascio senza aver proposto una domanda giudiziale per imputarla a danni o canoni, l'inquilino può pretenderne la restituzione.

Altre due regole contano nella discussione.

Chi trattiene deve dire a quale titolo lo fa. Tieni presente che una trattenuta senza causale è una trattenuta contestabile: la richiesta giusta non è «ridammi i soldi», è «mi indichi a quale titolo trattiene e con quali documenti».

I danni si provano. Un preventivo, una fattura, delle fotografie della riconsegna. Un importo tondo comunicato a voce non è la prova di niente. Senza una descrizione dello stato dell'immobile alla consegna si presume però che tu l'abbia ricevuto in buono stato (codice civile, articolo 1590).

E soprattutto: il normale deterioramento d'uso non è un danno. Una casa abitata per quattro anni non torna come il giorno delle chiavi e quella differenza è l'effetto naturale dell'averci vissuto, non un inadempimento. La linea passa fra ciò che si consuma vivendo — le pareti che ingialliscono, il parquet che si opacizza — e ciò che si rompe.

Che cosa deve contenere la richiesta?

La richiesta contiene gli estremi del contratto e la data di riconsegna, l'importo versato a titolo di deposito, la richiesta di restituzione, la richiesta separata degli interessi legali maturati anno per anno e l'invito a indicare per iscritto — con i documenti — l'eventuale titolo di ogni trattenuta.

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E se non risponde?

Sull'affitto, prima del giudice, c'è un passaggio obbligato: la locazione è fra le materie in cui tentare la mediazione è condizione di procedibilità. Se manca, il giudice fissa una nuova udienza per farla; se ancora non c'è, la domanda è improcedibile. Il ricorso per decreto ingiuntivo non richiede la mediazione preventiva, fino alla pronuncia sulla provvisoria esecuzione: è una strada possibile se il credito è documentato e di regola serve un avvocato.

Due cose da sapere prima di avviare la mediazione. La prima: dal momento in cui la comunicazione raggiunge le altre parti, la domanda produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. La seconda, che cambia il conto: nella mediazione obbligatoria le parti sono assistite dai rispettivi avvocati. La richiesta scritta si può fare da soli; il passo successivo, per legge, richiede un avvocato.

Quando serve un avvocato?

Questa pagina serve a scrivere una richiesta fondata e a sapere che cosa si può pretendere. Se la richiesta non basta, il seguito — mediazione e poi eventualmente causa — è terreno di un avvocato, perché lo dice la legge. Ne parliamo in quando serve un avvocato.

Domande frequenti

Quanto può essere il deposito cauzionale di un affitto?

Non più di tre mensilità del canone: lo stabilisce l'articolo 11 della legge 392 del 1978. È un tetto, non un'indicazione: la clausola che ne chieda di più si può contestare per la parte eccedente e la somma versata in eccesso si può chiedere indietro.

Sul deposito cauzionale maturano interessi?

Sì, interessi legali, da corrispondere al conduttore alla fine di ogni anno. Se non sono stati pagati, si restituiscono con il deposito. Non serve che il contratto li preveda: è la legge a stabilirlo. Il tasso è quello legale, che il Ministro dell'economia può modificare ogni anno, quindi gli interessi si calcolano anno per anno.

Fino a quanti anni indietro si possono chiedere gli interessi sulla cauzione?

Gli interessi si prescrivono in cinque anni ai sensi dell'articolo 2948, numero 4, del codice civile. Da quando decorrano è discusso: secondo una giurisprudenza di merito dalla fine della locazione, quindi si possono chiedere tutte le annualità se si agisce entro cinque anni dalla fine del rapporto. Conviene chiederli senza aspettare.

Entro quanto tempo il proprietario deve restituire la cauzione?

La legge non fissa un termine. Questo non significa che possa trattenerla a tempo indeterminato: finiti gli obblighi del conduttore, la somma non ha più una ragione per restare al proprietario e trattenerla senza titolo è un inadempimento. In pratica il termine lo indica la richiesta scritta.

Il proprietario può trattenere la cauzione per i danni?

Può contestare un inadempimento — canoni non pagati, danni provocati, spese dovute — ma deve indicare a quale titolo lo fa e provare i danni che invoca, con preventivi, fatture o fotografie. Secondo la giurisprudenza, se trattiene la somma dopo il rilascio senza aver proposto una domanda giudiziale, l'inquilino può chiederne la restituzione. Il normale deterioramento dovuto all'uso non è un danno: è l'effetto naturale dell'aver abitato la casa.

Se il proprietario non restituisce la cauzione posso fare causa subito?

Per la causa ordinaria no: nelle controversie di locazione il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Il ricorso per decreto ingiuntivo non richiede invece la mediazione preventiva, se il credito è documentato. La domanda di mediazione produce effetti sulla prescrizione dal momento in cui la comunicazione raggiunge le altre parti e nella mediazione obbligatoria le parti sono assistite dai rispettivi avvocati.

Sapere che cosa prevedono le regole è il primo passo. Il secondo è la lettera: scritta in forma corretta, con le norme citate per esteso e una data che si può dimostrare. Il servizio che la prepara e la spedisce apre a breve.

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Questa pagina spiega che cosa prevedono le regole in situazioni di questo tipo. Non è un parere sul caso singolo e non anticipa l'esito, che dipende dai fatti del caso concreto. Per sapere quando basta una lettera e quando serve un avvocato, leggi quando serve un avvocato.

Fonti ufficiali

Altre guide utili